Pasta di ceci all’ago in crema di carote e scalogno. No, non vi chiedo di ricamare.

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Giuro che non vi sto incitando ad inforcare filo e ditale e intraprendere la carriera sartoriale né a cimentarvi come infermieri somministrando siringhe di antinfluenzali ai vostri amici-nemici potenziali pazienti.
Qui per ago si intende il ferro da calza.

Né, credetemi, ambisco ad accendere in voi la passione per la maglieria artigianale e non intendo farvi sognare ad occhi aperti nostalgiche serate da nonne con gli occhiali calati sul naso -benchè debba riconoscere che questa sia una scena decisamente e romanticamente suggestiva e nostalgica, almeno per chi ha gusti un po’ retrò come me.
Vi tranquillizzo subito: che abbiate o meno gli asciugamani ricamati a punto croce (io mi diverto a lavorare a maglia e uncinetto ma il ricamo mi manca. E’ un’arte di cui ho sempre lasciato volentieri il monopolio a mia zia) non importa.
Qui non servono gomitoli né spagnolette. E vi occorre un ferro solo (giusto nel caso in cui li abbiate spaiati come i calzini dopo la lavatrice). E’ semplicissimo, rilassante, caratteristico e, a meno che non si ripeta anche a casa vostra quanto vissuto da noi (alla vista del ferro da calza l’Avvo si era già fatto una mezza idea su un lanoso lavoretto che avrebbe ricevuto in dono e già pregustava il momento consegna regalo con conseguente delusione e dramma alla greca nell’apprendere la tanto dura realtà), riscalderete anche gli animi dei più musoni nella giornata grigia di oggi ed i sorrisi illumineranno la vostra camera da pranzo.
Ok, ci siamo, ai blocchi di partenza: correte verso il cestino da lavoro ed impugnate l’arma del giorno senza alcuna esitazione. Si troverà a proprio agio anche chi non ha particolare destrezza con i “ferri del mestiere” e se non vi ricordate come si eseguono ricami impeccabili… chissenefrega, mica è questo il punto. Nemmeno quello croce… 🙂


Ingredienti per 3 persone:
Per la pasta:
200g di farina di kamut
50g di farina di ceci
1 pizzico di sale
125g acqua tiepida
1 ferro da calza n.5

Per il sugo:
250g carote pelate
½ scalogno
¼ di spicchio d’aglio sminuzzato
erba cipollina
basilico
sale, peperoncino
1 cucchiaino di lievito alimentare in scaglie
q.b. acqua
3 cucchiai di semi di girasole tostati
olio e.v.o. a crudo

Per la pasta, mescolare gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio e non appiccicoso. Prelevarne delle palline, formarne dei bigoli di circa 2 cm di diametro e ricavarne tanti gnocchetti di lunghezza pari a 2,5 cm.
Ora viene il divertimento!
Porre al centro di ogni bastoncino il ferro da calza e schiacciarlo con le mani facendolo ruotare con movimenti in avanti e indietro. In tal modo si creerà un maccheroncino lungo circa 6 cm con un foro all’interno. Estrarre con delicatezza il ferro e ripetere l’operazione fino ad esaurimento della pasta.
Per il sugo, tagliare a pezzetti le carote già pulite e cuocerle con lo scalogno, l’aglio ed un goccio d’acqua in un pentolino, tenendole al dente.
Frullarle con sale, peperoncino, erba cipollina, basilico e lievito alimentare. Deve risultare una salsa cremosa, pertanto se è necessario aggiungere un filo d’acqua per mantenerla fluida.
Cuocere i cavatelli in acqua bollente e leggermente salata, scolarli e tenere un goccio di acqua di cottura. Rimettere la pasta nella pentola insieme al sugo sfizioso e 2 cucchiai di semi di girasole tostati e far mantecare sul fuoco vivo insieme all’acqua di cottura tenuta da parte per dare cremosità al condimento. Servire nei piatti con il resto dei semi di girasole, un filo d’olio extra vergine di oliva e qualche fogliolina di basilico.
Colore, gusto e divertimento… Però Sano!

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