FAQ

Per saperne di più.

Qual è la tua filosofia/il tuo stile alimentare?

Ricerco ed amo profondamente il cibo e gli alimenti genuini, autentici e veri, naturali ed il più possibile coltivati in modo biologico.
Ho ridotto moltissimo il consumo di proteine animali, eliminando carne e latticini in favore di legumi, cereali integrali, semi oleosi, verdura, frutta, zuccheri non raffinati e grassi “buoni” e salutari.
Non sono vegana né vegetariana al 100% e, pertanto, nella mia dieta talvolta compaiono pesce e uova di galline felici, come si suol dire, così come di rado mi capita di spolverizzare un biologico Parmigiano Reggiano sulla pizza o qualche altra pietanza.
Non si è trattato di una scelta fatta aprioristicamente a tavolino, bensì della conseguenza di un tentativo, una prova di una varietà di alimenti che prima non conoscevo e che mi sono ritrovata ad apprezzare e desiderare sempre più in forza del benessere fisico -e non solo- che mi regalano.

 

Cosa è “sano” per te?

Sulla base delle mie conoscenze in campo alimentare, che costantemente aggiorno ed incremento, è sano tutto ciò che è integrale, non lavorato, biologico, vario e colorato.

E’ sano ciò che mi nutre senza appesantirmi, mi fa sentire bene, sorridere e risplendere di luce.
Sono golosissima e non rinuncio ai dolcetti, che ovviamente preparo in casa con le mie mani ed alla mia maniera e mi sento sempre appagata e soddisfatta. Questo è esattamente ciò di cui ho bisogno; nessuna privazione, rinuncia né mortificazione perché nessuno mi costringe, nemmeno…io!
Lo faccio perché sono felice così, e se quando sono in viaggio, in vacanza o in compagnia la necessità mi porta ad adattarmi o vengo improvvisamente posseduta da una voglia di qualcosa che generalmente non guardo neanche e che non rientra nemmeno di striscio nel mio concetto di alimento sano, beh… mi lascio andare ed assecondo il desiderio (anche se devo riconoscere che quando accade ne pago un po’ le conseguenze e spesso mi mangio le dita perché se avessi perseverato lungo il mio collaudato e battuto sentiero ci avrei guadagnato in energia e benessere). L’importante, ad ogni modo, è cercare di non sentirsi colpevoli quando questi episodi saltuari si verificano. Ecco perché aborro le etichette ed i bollini, perché rischierei di trasformare un’abitudine piacevole in una dittatura e l’eccezione diverrebbe un contravvenire ad una regola con il risultato di farmi sentire inadeguata e colpevole.
E visto che di regole, articoli, norme e decreti ho a che fare quotidianamente per il mio lavoro, preferisco non confondere i campi operativi e tenere a parte il settore personale!

 

Quali ingredienti usi di più in cucina?

Alimenti naturali ed il più possibile biologici, tutti i tipi di cereali (in chicco ed in farina) integrali come riso, farro, kamut, miglio, orzo, segale, avena, grani antichi ecc. oltre a pseudo cereali come quinoa ed amaranto; i legumi nelle loro varietà (fagioli cannellini, borlotti ecc., taccole, piselli, lenticchie, ceci, cicerchie, fave, soia ecc.), semi oleosi (mandorle, noci, anacardi, nocciole, semi di zucca, di sesamo, di girasole ecc.), olio extra vergine di oliva a crudo e semini ricchi di grassi salutari come i semi di chia e di lino; ogni tipo di verdura, frutta ed erba aromatica che la natura ci offre; dolcificanti naturali alternativi allo zucchero raffinato come malti di cereali, miele puro e talvolta, in basse quantità, zucchero integrale di canna; sporadicamente pesce azzurro e uova biologiche di galline felici.

 

Come posso iniziare a seguire il tuo stile alimentare?

Semplicemente… provando una ricetta, una per volta, senza imposizioni ma per il piacere e la curiosità di sperimentare qualcosa di diverso (o magari non poi così diverso, ma solo alleggerito in grassi superflui e nocivi o in ingredienti non salutari). Un passo dopo l’altro, senza fretta e senza apportare stravolgimenti improvvisi all’alimentazione cui si è abituati. Ed, inoltre, pensando a quanto di nuovo in gusto, sapore e tecniche di preparazione si aggiunge alle pietanze ed alle proprie abitudini anziché concentrandosi su ciò che si diminuisce, elimina o abbandona.
Da un solo cambiamento, se ci si sentirà a proprio agio nel nuovo sentiero che si inizierà a percorrere, ne discenderanno altri e tutti, anche quelli apparentemente più insignificanti, trasformeranno il vostro modo di alimentarvi ed arricchiranno di gusto, salute e divertimento (come è avvenuto per me) la vostra vita!

 

Come posso procedere con le sostituzioni di cui parli?

Seguitemi nelle ricette e nei miei metodi di preparazione e sarà presto svelato l’arcano, ma è più semplice di quanto sembri. Non ci sono sostituzioni, ma abitudini ed ingredienti diversi. Il pensare di dover sostituire un alimento induce inconsciamente a pensare di dover ripiegare sulla serie b, su un… brutto anatroccolo. Ma, gente, NON E’ COSI’!
Ad esempio, chi può ritenere un ripiego una scelta basata sull’aggiunta di colore ai piatti, limitando il classico bianco o beige (pasta, pane, riso, zucchero ecc.) a cui le industrie alimentari e la nostra gastronomia tradizionale ci hanno abituati?
O come è possibile sentirsi privati di piacere nella sperimentazione di alimenti che non si sono mai assaggiati? e che, garantisco, danno molta soddisfazione! Non credete a chi dice che il miglio è solo un mangiare da uccellini, o che l’avena è adatta solo ai cavalli…
Provate a reimpostare il palato su sapori più naturali e gusti non artefatti, senza andare a ricercare necessariamente il dolce-dolcissimo dei prodotti industriali.
Quindi via libera a, malto d’orzo o di riso, miele puro, uvetta, datteri (ma con moderazione: disidratare la frutta significa ottenere un concentrato di fruttosio, che è pur sempre zucchero), banane, frutta secca e limitando le dosi di zucchero integrale a quelle ricette che richiedono un dolcificante più tradizionale. Così facendo scoprirete un mondo di gusto che appagherà il vostro palato senza innescare quel deleterio circolo vizioso di dipendenza che, sappiamo tutti, gli alimenti nocivi provocano.
E, vi prometto, vi divertirete un sacco!

 

Perchè un blog?

Perché dopo tanto sperimentare e godere del gusto delizioso e del benessere che deriva da questo genere di preparazioni, sento di dover condividere e diffondere il mio stile alimentare e di vita perché anche altri possano tenerlo in considerazione come un’opzione per essere gioiosi e luminosi.
Perché sono molto orgogliosa del successo che hanno riscosso le mie ricette con i più scettici e granitici tradizionalisti nonché con bambini generalmente ripudianti verdure e disposti al digiuno piuttosto che a deglutire bocconi di colore verde.
E perchè, sì, intendo esaudire il desiderio di un mio caro amico di avermi a “portata di mano” (o “a portata di mouse”) al momento della scelta del piatto da preparare.

 

Perché “però sano”?

Come ho già spiegato, sono convinta che per operare una scelta consapevole nella direzione di un sano stile alimentare e per poterne apprezzare in pieno ed autenticamente le virtù, sia necessario mettersi in testa che ad alcuni sapori e a determinati alimenti bisognerà (salvo occasioni eccezionali) dire no. E questo cambiamento, questa rinuncia potrà essere abbracciata con gioia e non sarà vissuta come privazione solo se si prenderà coscienza del fatto che si scoprirà un meraviglioso mondo di ingredienti, alimenti vitali, energetici, nutrienti e deliziosi che però sarà diverso, perlomeno in parte, da quello cui si era abituati.
E’ una sorta di pagina nuova.
Se si lega il piacere ed il gusto della tavola “sana” esclusivamente alla sua somiglianza più o meno marcata con i piatti della tradizione gastronomica ricca di proteine animali, grassi saturi e zuccheri, allora, mi spiace deludere le vostre aspettative ma, inevitabilmente, si è destinati a perdere. Non può esserci vittoria se la lotta è impari, se si parte in condizione di svantaggio, perché ci si troverebbe sempre di fronte ad una storpiatura, ad una creazione posticcia e fittizia che mai potrebbe reggere il confronto con l’originale.
Con una forma mentis di questo genere, la soddisfazione del palato all’assaggio di un prodotto realizzato in chiave sana sarebbe di certo seguita a ruota dalla constatazione di una mancanza, di un… “però”. Buono, sì, però questa brioche non è friabile proprio come quella del bar… però questa crema non è chiara proprio come la vera crema pasticcera… però questi biscotti non si inzuppano nel latte esattamente come quelli del supermercato ecc.
Quando parlo di “sostituti”, pertanto, intendo fare riferimento a trucchi o ingredienti che consentano di ottenere un risultato gradevole in sé e per sè, senza declassarli al ruolo di surrogati o fratelli minori.
Certo, in varie preparazioni è utile ed opportuno avvalersi di alimenti “tipo”, come i bocconcini di soia ad esempio (non OGM ovviamente), ed inoltre trovo molto stimolante e divertente prendere spunto dai prodotti alimentari classici per ricrearne altri più sani che, molto spesso -ed è oggettivo- non solo reggono il confronto, ma superano addirittura l’originale; tuttavia ciò che ci deve animare, in questa sfida all’ultimo fornello, non dev’essere quel deleterio ed inconsciamente automatico paragone che depaupera di bellezza un’opera d’arte che è già tale e che può già essere meravigliosa.
Ci piace un croissant naturale, dolce e sano? Ottimo, abbiamo fatto centro! Fermiamoci alla prima esclamazione: “Buonoooo!!!” senza andare oltre con i soliti “però”.
L’unico “però” concesso, quanto meno in questo blog è… “però sano”!

 

Dove posso acquistare il tuo libro?

Il mio primo libro “Però sano. Ricette per una nuova cucina” (edito e pubblicato da Società editrice Ponte Vecchio di Marzio e Luca Casalini-Cesena) è in distribuzione nazionale, pertanto puoi trovarlo nella tua libreria di fiducia, che se non dovesse averlo sullo scaffale potrà ordinarlo e fartelo avere in pochi giorni.
Oppure puoi acquistarlo on line qui (IBS), qui (Amazon) e qui (Mondadori store).

 

Posso utilizzare le tue ricette nel mio blog?

Certo! Se non hai apportanto modifiche e variazioni alla mia ricetta ti chiedo di utilizzare semplicemente il link che rimandi alla ricetta originale, mentre se questa è stata modificata in modo significativo, sentiti libero di pubblicare la tua versione, mettendo però il link al post del mio blog corrispondente.

 

Posso utilizzare le tue foto nel mio blog?

Ti sarei grata se non utilizzassi le mie fotografie o il loro contenuto senza la mia autorizzazione. Se me lo chiedi, sarò ben lieta di rilasciartela!

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Per contattarmi, scrivimi a perosanoblog@gmail.com oppure mi puoi trovare su Facebook.