Il Risotto alla Milanese. Quello Vero…Però Sano©

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Avanti, alzino le mani quelli che non hanno mai pensato al risotto come alla soluzione dei propri problemi contingenti!

Stomaco dissestato e deboluccio, intestino in subbuglio, appetito e languore ma desiderio di mantenersi leggeri… Riso, riso e ancora riso.

Ed aggiungerei: fantasia non pervenuta e poco tempo per preparare il pranzo? Ovvio, Risotto alla Milanese!

Sì, lo so, amici lombardi, che state già iniziando a storcere il naso perché la mia versione speedy e light di uno dei piatti della vostra tradizione non rispetta i canoni della ricetta originale della mamma/nonna/zia/suocera/compagna di università ecc. ed è per questo che tengo a specificare che si tratta del Vero…Però Sano© Risotto alla Milanese… Non voglio competere con le cuoche di casa vostra. Vi dico solo che, nella mia, è diventato un must quando il tempo scarseggia, tanto che se imbastisco qualcos’altro l’Avvo quasi ci rimane male…

In genere nel fine settimana mi ritaglio un po’ di spazio e metto tra parentesi il lavoro fino al lunedì mattina, ma diciamo che per via degli esperimenti culinari faccende e pulizie di casa 😉 il tempo alla fine manca sempre e per il pranzo del sabato a volte arrivo un po’ lunga; contando poi che l’Avvo spesso rientra dopo una partita di tennis pregustando già un pasto/coccola preparato con amore dalla sua mogliettina, voi capite che una strategia astuta va elaborata.

Ammetto di partire avvantaggiata per la passione dell’Avvo tennista verso riso e risotti, che da noi esistono solo nella loro versione integrale. E riconosco anche che Lui è sempre aperto a novità, sperimentazioni e rielaborazioni Però Sano© della gastronomia tradizionale. Ma resta pur sempre un maschietto… che, come tale, penso conservi nell’animus quel briciolino di desiderio di vedere la donna in cucina con grembiulino a mantecare, rimestare e mescolare per far festa al maritino che torna a casa stanco dal tennis lavoro 🙂

E questa cosa mi piace.

Ma magari il tempo è poco, la fantasia è stata spesa in altro e manca la voglia di, appunto, “mantecare, rimestare e mescolare” di cui sopra, in quel sabato mattina… Soluzione? Il mio Risotto alla Milanese.

Niente midollo bovino, niente burro, niente grana o parmigiano e niente riso raffinato. Giuro che almeno lo zafferano c’è. 🙂

p.s. unico accorgimento: se già alla sera prevedete che il giorno seguente tempo o fantasia scarseggeranno, ricordatevi di mettere il riso in ammollo in acqua fredda per tutta la notte; oppure fatelo al mattino per il pranzo, va bene ugualmente.


Risotto alla Milanese Però Sano©

(per due persone):

180g riso integrale baldo (o la varietà che preferite)

acqua o brodo vegetale

sale grosso integrale

una bustina di zafferano

1 pizzico di curcuma

1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (se avete intolleranze al glutine accertatevi che sia GF)

prezzemolo ed olio e.v.o.


Per prima cosa, mettere il riso integrale in ammollo in acqua fredda per qualche ora. Questa è un’operazione che consiglio di fare sempre e con tutti i tipi di cereali, perché l’ammollo ne aumenta la digeribilità e l’assorbimento delle proprietà nutritive. E riduce anche i tempi di cottura, con conseguente vantaggio in minuti e consumo di gas.

Generalmente non si sente parlare dell’ammollo del riso, ma vi assicuro che è un’ottima abitudine ed una volta preso il ritmo non lo si abbandona più. Provare per credere. Se desiderate approfondire un po’, leggete la nota che ho inserito sotto.

Trascorso il tempo di ammollo, scolare e sciacquare bene. Trasferire il cereale in una pentola con altra acqua fresca, di volume pari al doppio del riso. Coprire con un coperchio, accendere il fuoco e portare a bollore. Non appena raggiunto, togliere il coperchio, salare (poco) e lasciar cuocere a fuoco vivo per circa 20-25 minuti.

I tempi medi di cottura del riso integrale si aggirano intorno ai 40 minuti ma il precedente ammollo permette addirittura di dimezzarli (sempre che non amiate i chicchi molto disfatti, cosa che comunque sconsiglio caldamente, sia per scarsa digeribilità che per l’elevato indice glicemico che si genera).

Dopo circa 15 minuti l’acqua di cottura sarà arrivata a circa un dito dal livello del riso. A questo punto aggiungere un pizzico di curcuma in polvere e lo zafferano, mescolando bene. Unire il lievito alimentare e una spolverata di prezzemolo e far mantecare fino ad assorbimento del liquido in eccesso con formazione di una crema corposa e vellutata come quella dei risotti più burrosi e tradizionali.

Spegnere il fuoco, versare un cucchiaio di olio e.v.o. a crudo e mescolare. Pronto in tavola.

Fantasia zero, tempo quasi zero, risultato 10. Spero lo apprezziate tanto quanto noi!

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Le meraviglie dell’ammollo.

L’ammollo dei cereali (al pari di quello della frutta a guscio e dei legumi) è fondamentale per incrementarne la digeribilità. Il tempo consigliato si aggira intorno alle 7-8 ore, quindi è molto conveniente ricordarsene alla sera in modo da sfruttare le ore notturne.

Basta versare i chicchi dei cereali in un contenitore (una pentola, una ciotola ecc.), versarvi acqua fresca fino a tre dita sopra il loro volume, coprire con un telo pulito e lasciare in cucina a temperatura ambiente. Alla mattina andranno scolati e sciacquati bene sotto l’acqua corrente.

L’ammollo consente di rimuovere l’acido fitico, che interferisce con un corretto assorbimento dei minerali, e neutralizzare gli enzimi inibitori. E’ davvero un’ottima abitudine, anche se non si hanno difficoltà nella digestione. E se volete dare una marcia in più alle meraviglie dell’ammollo, allora aggiungete un goccio di acidità (limone spremuto o aceto di mele bio) all’acqua. Non si sentirà al gusto (i cereali andranno ben sciacquati prima della cottura in altra acqua fresca) e la digeribilità sarà ulteriormente facilitata.

Sono piccoli particolari che fanno la differenza. Basta poco, no?

Buon martedì a tutti! ❤ eli

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