Pesche alla crema con Alchermes Però Sano©

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Colore, confusione, maschere, scherzi e dolcetti…Carnevale!!!!

Intorno a me sento tantissime voci di dissenso, tante spallucce e sbuffate varie quando si nomina questo periodo dell’anno ma… perché?

In fondo non significa mica che si debba festeggiare per forza. Un po’ come il 31 dicembre, che è un giorno come un altro. O, come direbbe mio fratello (pur non riferendosi alla notte di S.Silvestro) un giorno speciale al pari di tutti gli altri. Perché ogni momento è prezioso. Ogni respiro, ogni istante è un dono. E, lo dico sempre, come tale va onorato, accolto con gratitudine e celebrato.

Ergo, via con le feste 🙂

Precisiamo: anch’io non vado matta per i coriandoli (quei dischetti colorati hanno l’abilità di nascondersi nei più reconditi punti della mia capigliatura ed hanno la simpatia di farvi capolino nei momenti meno opportuni, ad esempio quando fingo di essere una persona seria 😉 e sfreccio con la valigetta in mano, o quando durante una cenetta a lume di candela mi sposto i capelli con fare da gattina…mai una volta che non mi abbiano fregata questi piccoli ritagli di carta) ed anche il rumore crespa nervi delle trombette non mi è proprio congeniale. Da ultimo, fracasso e urla non sono esattamente lo stereotipo del mio divertimento preferito.

Ma quanto ai dolci tipici… è un altro capitolo, non scherziamo. Cose serie, queste.

E mi riferisco a quelli con cui da piccola mi sorprendevano le mie nonne colmandomi di profumi ed emozioni tutte particolari. Pesche dolci, frappe e tortelli al forno erano il simbolo di questo periodo dell’anno e, unite ai vari costumi da Minnie e -come ogni bimba che si rispetti- da princess in pink, segnavano una tappa allegra che attendevo con gioia.

Festeggiare il Carnevale, che è la festa dei piccoli, è per me un po’ un ritorno all’infanzia a cui non intendo rinunciare. Anche l’Avvo concorda con me e apprezza questi revival festaioli che non hanno niente di nostalgico ma al contrario sono colorati di un’allegria che guarda avanti ed è proiettata al presente e al futuro.

Il mio mood vi ha convinti? Non ancora?

Mmmm… Vediamo… proviamo con effetti speciali:

cit. “If it’s important to you, you’ll find a way. If not, you’ll find an excuse” (Se per te è importante, troverai una strada. Altrimenti, troverai una scusa).

Il Carnevale non vi piace? Vi fa rabbrividire l’idea del suo culmine? Vi è ostile?

Allora usatelo, abusate e approfittate di lui! Quell’antipatico! A vostro vantaggio. Rigirate l’aforisma e, per far festa…trovate una scusa.

Che, vi prometto, diventerà la vostra preferita 😉

Note alla ricetta:

– ho fatto un mix di farine ed ho aggiunto un pochino di quella di castagne per dare dolcezza (e anche perché volevo esaurire quella rimasta nel sacchetto, lo ammetto…). Voi utilizzate la/le farina che preferite;

– in questa ricetta ho utilizzato lo zucchero integrale (di cui faccio sempre un uso molto sporadico prediligendo miele, malti ed altri modi naturali per dolcificare i dolci) quindi non picchiatemi ed evitate di rinfacciarmelo a vita. Ho scelto il Dulcita perché ha un aroma meno marcato del Mascobado. Ho anche utilizzato il semplice zucchero di canna chiaro non raffinato (ebbene sì) per la sola copertura, perché vista la quantità irrisoria ho pensato che avrei potuto chiudere un occhio;

– la crema pasticcera risulta di un colore più ambrato rispetto a quella classica ma è buonissima ugualmente, e poi è all’interno e non si vede molto;

– non ho usato il liquore Alchermes perché viene realizzato con la cocciniglia (date un’occhiata a Google) ed evito anche quello sintetico essendo un concentrato di zucchero, additivi e coloranti. Ho provato a farlo da sola ed il risultato è stato proprio soddisfacente! Il gusto terroso della barbabietola scompare con la bollitura e l’aroma delicato delle spezie e si ottiene una sorta di sciroppo dolce e delicatamente profumato molto simile a quello originale, seppur meno intenso;

– con queste dosi vi avanzerà circa la metà della crema pasticcera e parecchio Alchermes Però Sano©. Dal momento che avrete anche le briciole di pasta frolla dell’interno delle pesche, praticamente il vostro dessert in coppetta sarà una tappa obbligata: strati alternati di crema e briciole di frolla spruzzate con Alchermes Però Sano© daranno vita ad un semplice ma goloso dolce al cucchiaio. Decorate le coppette con scaglie di cioccolato fondente almeno all’85% (io amo quello al 99%. Pura libidine) ed una fogliolina di menta.

Pesche alla crema con Alchermes Però Sano©

Per la frolla:

140g farina di grano Khorasan

130g semola integrale Senatore Cappelli

15g farina di castagne

15g cocco rapè

½ cucchiaino bicarbonato

40g miele integrale millefiori

30g olio di riso

200g latte di soia

Per la crema pasticcera:

500g latte vegetale (questa volta ho usato soia ma potete sostituirlo con quello che preferite)

65g maizena

100g zucchero integrale varietà Dulcita

1 goccino di Grand Marnier o Cointreau o Sassolino (o quello che preferite)

Per l’Alchermes Però Sano©:

300g acqua minerale

3 cucchiai di succo di barbabietole (quello delle confezioni sottovuoto o la loro acqua di cottura)

1 cucchiaino colmo di miele integrale millefiori

½ stecca di vaniglia, 4 chiodi di garofano e un pizzichino di cannella

Per prima cosa preparare la crema pasticcera, sciogliendo in un pentolino la maizena in un pochino di latte di soia per evitare grumi e versando poi il resto del liquido. Aggiungere lo zucchero integrale, mettere sul fuoco e mescolare fino a quando avrete ottenuto una crema densa e liscia. Spegnere, aggiungere un goccio di liquore e mescolare bene. Far raffreddare.

Durante il tempo di attesa, preparare la pasta frolla mescolando gli ingredienti secchi ed aggiungendo successivamente quelli liquidi. Impastare velocemente, prelevare n.14 palline e disporle su una teglia ricoperta di carta da forno. Cuocere a 180° a modalità ventilata (in questo modo diventeranno ben sollevate e croccanti) per 20 minuti circa. Regolatevi a seconda del vostro forno.

Sfornare e far raffreddare su una gratella da pasticceria.

Mentre le pesche cuociono, procedere con la realizzazione dell’Alchermes Però Sano©. Versare gli ingredienti in un pentolino e portare a bollore sul fuoco. Far bollire qualche minuto, finché l’odore terroso della barbabietola avrà ceduto il posto ad un aromatico profumo di spezie. Spegnere il fuoco, filtrare versando in un piatto fondo e far raffreddare bene. Una volta freddo conservatelo in frigorifero all’interno di una piccola bottiglietta o in un vasetto di vetro. Potrete utilizzarlo anche per altre preparazioni.

Quando le pesche si saranno raffreddate, incidere il fondo con un coltellino affilato e seghettato e vuotare bene l’interno, ottenendo il guscio che accoglierà il ripieno.

Farcire generosamente con la crema e chiudere insieme le due metà. Passare le pesche, una alla volta, in un piatto o in una ciotola in cui avrete versato l’Alchermes Però Sano© (non diluitelo perché è già molto più delicato di quello originale) ed infine rotolatele velocemente nello zucchero di canna chiaro. Vi inserisco qualche foto del tutorial:

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Disponetele su un piatto da portata e attendete almeno un’ora prima di tuffarvici sopra. Gli aromi si amalgameranno ed il risultato sarà ancora più buono. Non vi dico il giorno seguente… sempre che riusciate ad attendere. 🙂

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Buon Carnevale a tutti! ❤ Eli

Sono curiosa: chi la pensa come me riguardo al Carnevale? E chi, invece, lo aborre?

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2 thoughts on “Pesche alla crema con Alchermes Però Sano©

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