Però Sano-Speciale Natale: il mio Vegan Wellington.

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Lo stavo aspettando ma ancora non era arrivato.

Ero in attesa della sua venuta ed iniziavo già a preoccuparmi temendo il peggio.

Invece no.

Tre, due, uno.

Eccolo. Puntuale come non mai. E’ giunto anche quest’anno.

Il tormentone delle mie orecchie e della mia -già scarsa- pazienza.

“Ah, non è Natale senza il maiale! Ma non ti fa tristezza il tuo mangiare verdure? Non penserai di continuare con le tue ricette vegetali anche nei giorni di festa, mi auguro…”.

Niente da fare, a dover giustificare uno stile alimentare non basato su zampone e cotechino bisogna fare il callo e mettere in conto di doversi preparare alcune risposte da tenere nel cassetto -proprio come i sogni, solo che queste si sa già in partenza che saranno liberate a breve termine…

Tuttavia non voglio avere la gola secca per le 2 ore consecutive di sproloquio al riguardo…

Ed è in frangenti come questo che la mia gratitudine nei confronti dei dentisti cresce a dismisura. A Natale come non mai.

Sì, perché con quelle manine sante mi regalano la migliore ed imbattibile risposta:

un Sorriso Smagliante.

E che magari “te possa accecà” 😉

 

Ricette vegetali? Sicuro.

Anche a Natale? Naturalmente sì.

Mi sento triste? Guardate la foto del mio “Filetto alla Wellington”. Voi cosa dite?

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Dopo la festa di San Nicola e quella dell’Immacolata, eccoci di nuovo a pensare alla prossima occasione di stare insieme a tavola (o in cucina con le mani in pasta).

Oggi vi propongo un piatto unico sostanzioso 100% vegetale che non vi farà rimpiangere il tradizionale secondo “animalier” del 25 Dicembre.

Il mio Filetto alla Wellington non intende imitare né la sua versione classica né lo zampone suino che il copione vede presentato sui vassoi del servizio buono.

E’ una portata diversa. Non è un surrogato di qualcosa. Ha vita propria ed è squisito. Lo giuro.

E’ un po’ laborioso nella preparazione ma vi prometto che vi divertirete a realizzarlo e che scroscerà un applauso copioso non appena lo servirete ed i vostri commensali lo addenteranno.

E’ scenografico e delizioso, con un armonia di profumi e sapori ineguagliabile che metterà tutti d’accordo.

Se il vostro dentista ha l’agenda piena e non ha tempo per il vostro appuntamento, potete sempre tenerne una fetta in borsetta per riempire all’occorrenza la boccuccia del puntualissimo interlocutore anti vegetali sopracitato (non ne sarà accecato ma, chissà, forse… affogato? :-)).

Però Sano-Speciale Natale: il mio Vegan Wellington. 

(Ingredienti per 6-8 persone)

Una delizia di legumi e verdure con crema di funghi e formaggio vegetale fatto in casa, racchiuso in uno scrigno di croccante e friabilissima sfoglia.

Per la pasta “sfoglia”:

220g farina di grano khorasan o kamut o farro

1 cucchiaino di sale

50g olio e.v.o.

90g acqua

 

Per la farcia scura:

260g funghi prataioli puliti e tritati a coltello

(se vi piace aggiungete anche ½ scalogno)

prezzemolo

paprica affumicata

sale

180g-200g fagioli cannellini lessati e schiacciati

 

Per la farcia chiara:

½ verza piccola tagliata a striscioline sottili (il peso della verza cotta è di 250g)

rosmarino

130g fagioli cannellini lessati e schiacciati

 

Per la Veg Mozzarella Però Sano*:

60g anacardi al naturale

230g acqua minerale scaldata

1 cucchiaino di succo di limone

1 cucchiaino di sale

2 cucchiai + ½ fecola di patate

 

In più:

4 carote cotte a vapore o lessate e tagliate a metà nel senso longitudinale

* ho ideato diverse versioni di pseudo formaggi vegetali. Ne trovate un paio nel mio libro “Però Sano. Ricette per una nuova cucina”. Tutte ottime e fantastiche anche sulla pizza. Questa che vi propongo oggi è senza soia in modo da avere alternative e non abusare di questo legume. E’ davvero buonissima.

Le dosi sono abbondanti e non utilizzerete tutta la “mozzarella” che ne risulterà. Si conserva una settimana in frigorifero e potrete usarla in mille modi (nei tortini salati, nei pasticci di verdura, mescolata alla besciamella ecc.).

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Cuocere la verza in padella con un goccio d’acqua ed il rosmarino tritato per 12-15 minuti circa. Togliere dal fuoco e mescolarla ai fagioli schiacciati con il dorso di un cucchiaio. Salare, aromatizzare a piacere con un pizzico di pepe e far raffreddare.

In un’altra padella cuocere i funghi tritati con un goccio d’acqua e la paprica affumicata. Salare, aggiungere il prezzemolo ed i fagioli cannellini schiacciati.

Mentre i ripieni cuociono, preparare la sfoglia impastando velocemente gli ingredienti indicati e formando una palla ben malleabile.

E durante il raffreddamento delle farce, preparare la VegMozzarella frullando benissimo tutti gli ingredienti e mettendoli in un pentolino su fiamma media. Mescolare continuamente fino al raggiungimento di una densità media. (questa volta non consistente come una vera mozzarella perché dovremo spalmarla). Togliere dal fuoco e far raffreddare.

Per l’assemblaggio:

tirare la sfoglia sottilissima in due rettangoli di dimensioni diverse. Uno di circa 50cm x 30cm e l’altro di circa 35cm x 20cm.

Partire da quello più piccolo e disporvi al centro il ripieno chiaro. Arrotolarlo (non a chiocciola come per fare una girella) chiudendolo in modo da sovrapporre appena i lembi della sfoglia leggermente bagnati e chiudere bene i bordi.

Farcire l’altro rettangolo spalmandolo uniformemente con il ripieno ai funghi e disporvi le carote longitudinalmente.

Aggiungere qualche cucchiaino di VegMozzarella, collocare in posizione decentrata lo “strudel” già preparato e arrotolare, questa volta facendo una sorta di chiocciola. Chiudere bene i bordi e spennellare la superficie con un filo d’olio e.v.o., mezzo cucchiaino di VegMozzarella, un pizzico di sale, paprica affumicata e rosmarino.

Cuocere in forno caldo a 200° a modalità combinata statica+ventilata per circa 45 minuti.

Sfornare, far intiepidire e servire.

Io l’ho presentato contornato di spinaci cotti a vapore e conditi con olio e.v.o. e prezzemolo e con altra verza al rosmarino. Ovviamente le patate al forno o il purè lo renderanno ancora più appetitoso.

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E’ buonissimo anche il giorno seguente.

Potete congelare l’avanzo ma a differenza di altre preparazioni perderà un po’ gli aromi e non sarà buono proprio come appena fatto. Ho fatto la prova (e mentre dicevo che era migliore appena sfornato me ne sono tagliata 3 fette. E l’ho finito io…).

Ovviamente c’è sempre la terza opzione: una fettina in borsetta come accennato sopra per farne un uso pronto ed efficace. La scelta è vostra 😉

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Perché si chiama “alla Wellington”?

Come saprete la versione originale di questo piatto è un filetto di vitello rosolato, spalmato da una farcia ai funghi (la salsa Duxelles), avvolto nel prosciutto crudo e ricoperto di pasta sfoglia.

E’ il piatto che tradizionalmente viene servito a Natale in Inghilterra e secondo la storia prende il nome dalle gesta del primo duca di Wellington, Arthur Wellesley (1769-1852), un generale inglese che sconfisse le truppe di Napoleone e fece conquistare l’indipendenza alla Spagna, spiccando poi per particolare scaltrezza nell’ultima battaglia di Waterloo. Pare che questo filetto gli piacesse moltissimo ed assomigliasse alla forma dei suoi stivali. Da qui, il nome.

Non vi svelo la prossima ricetta della raccolta Però Sano-Speciale Natale ma vi do un aiutino: chi festeggeremo domenica prossima 13 Dicembre? Beh, immagino che molti di voi avranno già indovinato gli ingredienti da preparare…

A prestissimo!

 

 

 

 

 

 

 

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