Maccheroni ai broccoli arrosto con pesto al pomodoro. La pasta della conversione.

pasta

In principio era l’aspirapolvere.

Quel rumore odioso crespa nervi e rompi timpani che fin da piccola non ho mai sopportato e che proprio non riuscivo a comprendere: ma perché Cenerentola riusciva a spazzare, dare lo straccio a scale e pavimento e riassettare un palazzo intero intonando canti melodiosi ed io quando era il

 

momento delle pulizie di casa mi sentivo un cagnolino impazzito e fuggivo di stanza in stanza con le dita nelle orecchie nel vano tentativo di tener lontano l’astruso disturbatore? Credo sia stato da lì che ho iniziato a sospettare della credibilità di certe favole.

Crescendo, si sa, tutti cambiano e smussano i propri angoli caratteriali. Non io.

Grazie di cuore alla carissima amica di famiglia che come regalo di nozze ci ha regalato un aspirapolvere (ci va l’apostrofo? È maschio o femmina? Va beh, essendo un elemento da trattare con le dovute cautele io lo reputo della prima categoria. Avvo, non te la prendere) che, udite udite, è silenzioso. Ok, per quanto possibile, ma almeno il rumore non si propaga attraverso le finestre chiuse arrivando giù in strada. Non dico sia diventato il mio migliore amico (le faccende di casa, cucinare a parte, non sono esattamente il mio sogno proibito) ma abbiamo stretto i rapporti, diciamo così.

Con Lei, invece, ancora no.
La cappa aspirante.

Rumore infernale. io sarò un po’ capricciosa ma anche Lei però mi pare abbia marcate manie di protagonismo.

Mi è tanto antipatica che le tappo sempre la bocca e non la accendo mai. Neanche quando la mia cucina assume le vesti del bagno turco ed io quelle di un’attrice horror con i ricci cadenti ed increspati ed il mascara colato (si può dire, a mia difesa, che l’effetto smokey eyes è molto glamour?).

Dico mai. Neanche quando fornelli, pentole e forno offrono un soggiorno di cottura alla crucifera di turno che, si sa, emana effluvi solforosi non esattamente recepiti dall’Avvo come feromoni…

Ok, io non faccio testo perché il mio amore viscerale per cavolfiore, broccoli, cavoletti di Bruxelles, verza, cavolo cappuccio ecc. è talmente grande ed incondizionato che a quei famosi odori ho associato l’idea di un profumo di casa.
E penso che ormai sia così anche per l’Avvo, visto che dopo appena una decina di volte ha smesso di chiedermi, al suo rientro a casa la sera, se avesse dovuto telefonare all’idraulico per un intervento urgente.
Ed io la prendo per una evidente conversione 🙂

Quando sono di stagione (autunno e inverno) da noi compaiono almeno tre volte a settimana, sempre in modi stuzzicanti che hanno convertito anche il citato uomo di casa.
Fanno benissimo per le loro straordinarie proprietà antitumorali, antiossidanti, la loro ricchezza di calcio, ferro e vitamine e si prestano a tantissime preparazioni golose…però sane.
Preparatevi ai profumi di cottura -se come me non volete accendere la cappa aspirante…aprite la finestra o accendete una candela che, si sa, è fantastica per assorbire gli odori- perché questo autunno-inverno li troverete spesso tra le vostre portate e vi garantisco che non vi deluderò. Vi spiegherò dei trucchetti che faranno convertire anche i più scettici. Promesso.
Ed ora, via alla ricetta e…buon inizio di settimana!

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Per due persone:

1 broccolo diviso in cimette (il gambo non utilizzatelo e conservatelo per altre preparazioni future, ad esempio zuppe e vellutate, come la mia zuppa con il super topping twist oppure per realizzare salse di accompagnamento o come condimento per i risotti)

Per il pesto:
3 cucchiai di anacardi
1 pomodoro fresco*
origano
sale
1 tappino di aceto di mele
5-6 cucchiai acqua

maccheroni semintegrali di kamut (o del cereale che preferite)

*il pomodoro in novembre non è il massimo ed io tendo sempre a seguire la stagionalità di frutta e verdure. Vi confido un segreto: questo piatto l’ho preparato in settembre, quando c’erano gli ultimi pomodori ed i broccoli iniziavano a fare capolino, quindi salvo la mia coerenza per un pelo… se volete potete sostituirlo con mezza lattina di pomodori pelati (che non contengano zucchero e additivi strani).

Lavare bene il broccolo, dividerlo in cimette e disporle su una teglia. Spennellare leggerissimamente con olio extra vergine di oliva (io spesso ometto questo passaggio ed il risultato è ugualmente delizioso, ma riconosco che è un accorgimento che lo rende ancora più goloso). Coprire con un foglio di carta da forno e cuocere a 200° con modalità statica per circa 25 minuti.
Nel frattempo preparate la salsa frullando insieme gli ingredienti ed aggiungendo poco a poco la quantità di acqua necessaria ad ottenere una consistenza densa ma al tempo stesso ben liscia ed omogenea (io dico così ma non vi preoccupate: se non lo è, mica succede niente, l’importante è solo che gli ingredienti siano ben amalgamati).
Quando le cimette saranno cotte, estrarle dal forno e coprirle interamente con la salsina procedendo in questo modo:
trasferite la salsa-pesto all’interno di un piatto fondo, tenendone da parte qualche cucchiaio che occorrerà per la mantecatura della pasta, e rotolatevi i broccoli con attenzione. Devono essere perfettamente ricoperti ed apparire di colore rosso.
Disporre i broccoli sulla teglia e rimettere in forno (questa volta niente carta sopra perché si dovranno asciugare), sempre a 200° ma con modalità ventilata per 10-15 minuti o fino a che siano divenuti ben croccanti e, lo dico, irresistibili!
Mantecare i maccheroni, cotti al dente in modo che siano più digeribili, in un pentolino con la salsa tenuta da parte, ed unirvi qualche cimetta di broccolo. Spegnere il fuoco, versare 1 cucchiaio di olio e.v.o.e fare il piatto. Completare con altre cimette di broccolo e sbriciolarvi in superficie semi di girasole e mandorle tostate.

 Questi broccoli sono ottimi anche come contorno. Il primo della saga “crucifere trend” che vi accompagnerà per tutta la stagione e di cui penso di potervi far innamorare… 🙂

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