Marmellata SuperSana SuperFood.

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Le marmellate che si trovano in commercio annoverano quasi sempre, come primo o secondo ingrediente, lo zucchero. Ovviamente quello della peggior specie, ossia quello raffinato, che è davvero un alimento da evitare il più possibile se teniamo alla nostra salute. Innumerevoli sono le fonti mediche e scientifiche a sostegno di tanto ma, nonostante questo, gli interessi economici che stanno dietro alla produzione dello zucchero sono talmente forti da superare gli scrupoli e la coscienza di proporre qualcosa di nocivo ai consumatori.
A volte ho l’impressione che ad affrontare certi argomenti le persone mi prendano per una che vuole fare l’alternativa ad ogni costo e forse non risulto neanche troppo simpatica con le mie convinzioni in materia, facendo io parte di una, purtroppo, minoranza…ma vado avanti, o almeno ci provo, perché credo in ciò che dico e sono decisa a dare il mio contributo per un cambiamento di rotta che non può che far del bene a tutti noi: mangiare in modo più sano, ma sempre appagante per tutti i sensi, non solo è possibile, ma dovrebbe divenire l’unica e prescelta opzione di stile alimentare, a mio parere.
Se, però, continuiamo ad essere bombardati da prodotti industriali carichi di coloranti, zuccheri, grassi saturi e additivi strani che camuffano il sapore e ci abituano ad un grado di dolcezza esagerato e artificiale, non sarà così facile per tutti fare questo passo e scegliere altro. Bisognerà prima esserne convinti… ma per esserlo occorrerà anche avere un riscontro che davvero ne vale la pena e che lo zucchero raffinato non è necessario per realizzare dolci paradisiaci. Quindi? Ecco che intervengo io. Sì, pochi istanti fa la modestia era in altre faccende affaccendata 😉
La mia marmellata (o meglio composta, non essendoci zucchero) è 100% frutta e non contiene addensanti di alcun tipo ad eccezione dei semi di chia. Un superfood.
Questi semini neri, di cui vi ho già parlato, sono ricchissimi di omega 3 e sono paragonabili, quanto a benefici, ai semi di lino. A differenza di questi, però, sono ben assimilati dal nostro organismo anche se non vengono macinati e non irrancidiscono in tempi brevi come i loro cugini. Inoltre fanno miracoli per la digestione e sono simpaticamente scrocchiarelli.
La loro caratteristica in cucina è quella di addensare i composti liquidi o semi liquidi in modo assolutamente naturale. Vedi le marmellate. Ed è magia.
Generalmente preparo le composte cuocendo la frutta (finora ho sperimentato, una varietà alla volta, quella di albicocche, mele, mirtilli, lamponi, fragole, kiwi, pesche e prugne) ma quando il tempo scarseggia mi lancio nelle composte crude che si conservano meno giorni ma permettono di realizzare preparazioni ugualmente gustose.
Ecco la ricetta di una dolcissima composta di pesche. Ovviamente più è matura la frutta utilizzata, più sarà dolce il risultato finale.
Avete la ricetta dei fagottini con frulla gluten free.
Avete le istruzioni per una composta da urlo…
Non avete la voglia di correre in cucina? 🙂

Ingredienti per 4 vasetti da circa 300 g di composta:

1kg di pesche gialle mature, private di buccia e nocciolo
2 cucchiai di semi di chia

Tagliare a pezzi grossi le pesche e porle all’interno di una pentola da mettere sul fuoco mescolando di tanto in tanto. Se avete tempo potete far cuocere la frutta finché non si sia sfaldata (circa 45 minuti) e l’acqua di vegetazione non si sia assorbita facendo ridurre il volume del composto. Se, al contrario, siete più di corsa (ma guarda un po’, c’è anche la versione speedy… chissà perché…), fate cuocere la frutta circa 20 minuti, dopo di che frullatela grossolanamente con un mixer ad immersione.
A questo punto, per entrambe le opzioni, procedere aggiungendo i semi di chia mescolando bene. Dopo pochi secondi l’effetto addensante inizierà a manifestarsi ed in pochi minuti la composta sarà pronta. Spegnere il fuoco, far raffreddare o intiepidire e riempire i vasetti di vetro ben sterilizzati. Farli bollire a bagnomaria in una grossa pentola per 1 ora per creare il sottovuoto ed essere tranquilli che non siano contaminati.
Una volta fredda, la composta diventerà ancora più densa e voi…sì, voi vorrete tuffarvici dentro…Tagliare a pezzi grossi le pesche e porle all’interno di una pentola da mettere sul fuoco mescolando di tanto in tanto. Se avete tempo potete far cuocere la frutta finché non si sia sfaldata (circa 45 minuti) e l’acqua di vegetazione non si sia assorbita facendo ridurre il volume del composto. Se, al contrario, siete più di corsa (ma guarda un po’, c’è anche la versione speedy… chissà perché…), fate cuocere la frutta circa 20 minuti, dopo di che frullatela grossolanamente con un mixer ad immersione.
A questo punto, per entrambe le opzioni, procedere aggiungendo i semi di chia mescolando bene. Dopo pochi secondi l’effetto addensante inizierà a manifestarsi ed in pochi minuti la composta sarà pronta. Spegnere il fuoco, far raffreddare o intiepidire e riempire i vasetti di vetro ben sterilizzati. Farli bollire a bagnomaria in una grossa pentola per 1 ora per creare il sottovuoto ed essere tranquilli che non siano contaminati.
Una volta fredda, la composta diventerà ancora più densa e voi…sì, voi vorrete tuffarvici dentro…

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